— Aprimi! Ho qualcosa di molto urgente da dirti!

Allora la chiave girò nella toppa ed Arlecchina entrò.

Rimasero forse una mezz'ora sole, senza ch'io pure le udissi mormorare; poi una voce mi chiamò sommessamente:

— Franzi?...

E la porta girò sui cardini senza ch'io vedessi chi la muoveva; come un soffio inavvertibile la sospingesse così.

Mi affacciai sulla soglia.

La stanza era immersa in una penombra color di rosa. Non vidi nessuno. Che stava accadendo?

La stessa voce falsata mi disse:

— Prendi la chitarra...

Ubbidii.