Poi corse in camera sua e si serrò dentro.


Arlecchina entrò pizzicando una vecchia chitarra e accennando il motivo di una canzone spagnuola.

Non appena ebbe serrata la porta, si guardò intorno e domandò:

— Dov'è Giacometta?..

Poi, fissandomi riprese:

— Che cosa avete fatto?... Vi siete bisticciati?...

Non attese risposta, ma, posata la chitarra sulla poltrona, si diresse all'uscio di comunicazione fra le due stanze e pose una mano sulla maniglia dell'uscio.

— Giacometta, aprimi!

L'altra non rispose: