Oh, ch'io vi compiango, sorella mia! Vi compiango perchè Iddio non indulge due volte, nella vita terrena; ed ogni anno serra una tremenda porta che non si riaprirà mai più!
Ora voi ne avete tante e tante di queste porte irremissibilmente serrate, e vi disciogliete in una lenta preghiera che vi dà la calma del sonno.
Ed io vi sento pispigliare nella tenebra della mia stanza che i medici vogliono chiusa; e ascolto il tinnire dei grani del vostro rosario sul quale offrite alla Vergine Maria, nelle preci, il dono della verginità vostra, povera sorella, che è così malinconica e inutile.
Avete giovato a Iddio o a voi stessa riportando a Iddio il magnifico dono di cui vi aveva ornata?...
Oh, ma le vergini della Galilea...
Avete veduto Nazaret, Suor Costanza?
Siete andata mai in dolce pellegrinaggio alle terre del vostro Signore?
Andate andate, sorella mia. Entrate nella soave Nazaret quando incomincia la primavera della Palestina; soffermatevi ai pozzi, verso sera, quando vi si raccolgono le vergini bellissime dalle armille d'argento...
Certo riconoscerete Myriam... Laggiù il miracolo si rinnova di anno in anno...
Andate andate, Suor Costanza, il miracolo si rinnova, nelle terre del vostro Signore, ad ogni innamorato crepuscolo, quando passa la primavera sulla Palestina e una musica indefinita arriva dalle lontananze del Giordano e dai colli di Getsemani...