— Volete spiegarci questo enigma? — domandò il signor Antonio.

— Su, Franzi, parlate — fece Giacometta con adorabile semplicità.

Ma io non trovavo modo di spiccicar parola; tormentato fra mille dubbi; preso da un inverosimile timore ero nell'assoluta impossibilità di formulare alcunchè di concreto. E mi sosteneva inoltre l'ultima disperata speranza che Giacometta intervenisse.

Allora il signor Tomaso, continuando il silenzio, divenne aggressivo.

— Spero non ci vorrete far perdere maggior tempo — disse. — Su, che diavolo facevate con Giacometta?

— Che diavolo facevate? — soggiunse il signor Antonio.

— Ma, Franzi, siete davvero tanto timido?.... Quando io sono contenta potete parlare liberamente. Gli zii sono buoni e fanno quello che desidero!

Allora impallidii certamente anche nelle mie parti più celate. Di fronte a quale enigma mi poneva la mia sfinge improvvisa?

Dopo le parole di Giacometta i due anziani si guardaron negli occhi, poi lo zio Pertica domandò alla nipote:

— Dunque tu conosci questo signore?