Continuando adunque il mio penoso silenzio, il signor Tomaso, lo zio Pertica, si fece innanzi e muovendo la gran bocca nera, fra rari ed ispidi peli bianchi, mi domandò:
— Ehi, giovanotto, non sapete dire dunque per quale ragione vi trovate qui?
Io vedevo Giacometta che si mordeva le labbra per non scoppiare a ridere e credo di esser stato in quel punto, sì per la mia naturale timidezza, come per la orripilante sorpresa, di esser stato più bianco della panna.
Continuando il mio silenzio, il signor Antonio si rivolse a Giacometta e le chiese:
— Ma dove hai trovato questo signore?
— L'ho trovato in giardino — rispose Giacometta.
— E da qual parte è passato se Girolamo non ci ha annunciato neppure una visita?
La giovinetta fece una smorfia e rispose con palese indifferenza e tranquillità:
— Credo sia passato da una finestra.
— Da una finestra?... — domandarono i due zii ad una voce e tanto l'uno quanto l'altro mi spalancarono addosso due smisurati occhi.