Con tali pensieri, con tanto tormento in fondo al cuore, non potevo partecipare all'allegria di Arlecchina e di Beppe Mandusio così che, colto il momento opportuno, mi allontanai.

Una volta solo, mi posi alla ricerca degli scomparsi. Nelle sale non li trovai, non potevano essere che sotto la luna...

Il morso della gelosia è cane!

Avrei compiuto l'inverosimile pur di vedere, pur di sapere ciò che stavano combinando Giacometta e Rorò. Corsi per tutto il giardino soffermandomi ad ascoltare ogni pesta. Forse si erano dilungati per un sentiero, via sotto la perfida luna; avevano cercato un rifugio nel quale nessuno avesse potuto sorprenderli!

Così me ne ritornavo verso la villa, sconsolato come un podista che non ha raggiunto il traguardo; me ne ritornavo così con le mie pive nel sacco quand'ecco arrivarmi il suono di due voci... le loro voci!...

— ... dunque non volete?...

— ... no!...

— Giacometta, io non ho pregato mai nessuna creatura come prego voi...

— ...

— Siate buona!... Soffro tanto, Giacometta, e vi voglio tanto bene!...