— Io ho un'anima sola.
— Sì... la buona... quella che vi illumina gli occhi... quella che vi suggerisce le cose belle che mi hanno fatto innamorare così perdutamente! Ho ancora, nella mia stanza, le vostre rose... tutte le vostre rose. Non una deve essere gettata, non una deve appassire fra le cose morte della strada. Mi capite, Giacometta? E non vi sembrerò un romantico se ho la religione del mio amore. Il vostro biglietto... guardate... l'ho sempre qui. È un poco gualcito... ma devo guardarlo, di tanto in tanto... devo rileggere le quattro parole... le quattro parole sole con le quali rompeste il silenzio e veniste verso di me. Ecco... «L'anima con le rose!» Questa è l'anima vostra! Quella che io cerco, che io amo!...
Giacometta si era fermata. La sua voce si addolcì un poco:
— Ma non sapete guadagnarvela quest'anima!
— Ho fatto di tutto per accostarmi, e mi avete sempre respinto!
— Perchè correte troppo e, correndo, ci si allontana!
— Un poco abbiamo corso insieme...
— Può anche darsi...
— Poi questo non vi è piaciuto più!
— Non lo nego.