— Ho già capito...
Ed aveva abbassato gli occhi impallidendo.
E alla torre alta e lontana, vestita di color turchino, non eravamo andati mai.
Eran passate le domeniche e le speranze...
Erano morte le domeniche e le speranze!
Povera Principina, col suo rosso cuore come una dolce ciliegia!
Forse anche la tua grazia agreste stava per morire, piccola sorella dei gelsomini e dei lillà.
Ma chi era Principina per il mio sogno?
Io avevo infilato una ghirlandella di gelsomini nel più alto ramo della più alta betulla del mio giardino incantato.
E per guardar tanto in alto, mi erano sfuggiti gli occhi soavi di Principina, la piccola sorella dei lillà che andava scalza, quando arrivava il marzo, e aveva dei piccoli piedi che passavan leggeri fra i ranuncoli d'oro dei prati.