— Non voglio neppure risponderti!
— Perchè?... Si fa per dire! Si ricorderà qualche volta?...
Allora le dicevo tante cose, tutte le cose più soavi che mi nascevano per lei; ed ella piegava un poco la testa, sorridendo... sorridendo... sperduta nella musica che avrebbe voluto sempre ascoltare; e non fiatava più, accarezzandomi i capelli piano piano, come una piccola mamma d'amore.
E, di sera in sera, mi accostavo un poco più, sempre un poco più, al suo silenzio.
Ella diventava per davvero la mia sorellina che pensavo innamorata dell'amore e non di me. E le stavo vicino per raccontarle tutte le cose belle che mi passavano per la mente.
Parlavo a voce spenta, perchè troppo non si affaticasse nell'ascoltare ed ella mi si faceva accanto, sempre più accanto come un passero freddoloso, come una rondine nel palmo della mano.
Nessuna più, certissimamente, ha avuta tanta religione del pensiero e della poesia.
Ella proveniva dal popolo e aveva la grande purezza del vecchio popolo, non ancor guasto dalle più recenti miserie.
Intuiva la grandezza della vita dello spirito, sentiva la religione della bellezza. E ciò era spontaneo in lei.
Ella certo avrebbe vissuto tutta una vita oscura e penata, sol per poter amare e servire in grandissima umiltà d'amore colui sul quale i suoi occhi dolci si erano soffermati. Ed era una delicata creatura, la piccola sorella dei lillà, cresciuta all'ombra delle serre.