Guardò, più lontano, una macchia di lillà che sfumava nella penombra.
— E poi, Giacometta, sarebbe tanto bello morire davvero!
Respirava un po' forte e non rispose.
— Morir d'amore... per te sola!...
Giacometta chinò il mento al seno e questo mi piacque. Si volse e mi guardò smarrita. Poi le nostre bocche furono unite.
E aveste tempo di trascorrere, nuvole bianche dell'aprile, per il gran cielo turchino! Il nostro bacio era tenace e qualcosa stava per accadere di molto diverso. È inutile ch'io vi racconti quale dolce pericolo si corresse allora, perchè lo sapete meglio di me.
Però Giacometta mi aveva parlato, una volta, di una ghirlandella ed era molto naturale, anche se a voi non sembra, ch'ella vi ripensasse proprio in quel punto.
E vi ripensò.
Le vergini soffrono così di inesplicabili pause quando sono per varcare la linea.
Sta di fatto che, essendo noi, anche quella volta, sul punto logico e gradevolissimo della suprema carezza, a nulla si approdò.