Poi, siccome non rispondevo, soggiunse:
— Vuoi farti pregare?
— Ma no, amor mio, — risposi — no!... Resto anche per tutta l'eternità...
Quando fummo di fronte alla casa bianca dai grandi cristalli, i due zii di Giacometta erano appoggiati agli stipiti della porta, la faccia all'aria. E non ci salutarono neppure, intenti come erano a rifare il verso a un fringuello cieco che cantava alla disperata.
XIII
Ah, dolcezza mia, ch'io ben conobbi, per te, la mia prima ciambella senza buco!...
La sala era grande e cupa. Gli zii mangiavano senza togliere gli occhiali a stanghetta. Allora la casa bianca dai grandi cristalli non era ancora illuminata a luce elettrica.
Dunque, in mezzo alla tavola, non c'era che un lume a petrolio. Ma, per me, c'era Giacometta che aveva tutto il sole ne' suoi capelli biondi. Questo però non toglieva che ci si vedesse poco e che la sala fosse grande e cupa.
Io stavo bene ugualmente perchè Giacometta mi sedeva accanto.
Lo zio Tomaso e lo zio Antonio non ci guardavano neppure, da dietro i loro grandi occhiali a stanghetta; essi masticavano e parlavano di uccelli e di tese e di richiami e di panie e di panioni.