Mi tolsi una scarpa e la lanciai lontano.

— Di' un po': era davvero come va?...

La seconda scarpa raggiunse la prima.

— Perchè le ragazze d'oggigiorno, molte volte, lasciano la loro primizia fra gli spini della strada. Non è più come una volta che si poteva giurare di trovarle come le aveva fatte la mamma!... Noi portavamo al marito proprio il fiore... sai?... il fiore!...

Dio, che schifo!...

E avevo una voglia matta di dirle:

— E qual fiore potevate portar voi, monna Schifalpoco, con quel naso come una durlindana?...

Questo avrei voluto dirle ma mi trattenni. Mi annoiava parlare. Poi non ne valeva la pena.

Prima di togliermi gli ultimi indumenti attendevo che il mio domestico tormento se ne andasse. Ma ella non ci sentiva da quest'orecchio; era presa dalla curiosità delle vecchie sudicione che vogliono sapere come sono andate le cose.

Dunque la nostra vita in comune mi era valsa a far sì che la signora Adalgisa conoscesse l'anima mia quanto gli anelli di Saturno? Ma poteva ella credere ch'io fossi stato disposto (dato per vero ciò che supponeva) a raccontarle la faccenda ne' suoi particolari? Certo il mio viso non doveva apparirle calmo e sereno se ad un tratto mi domandò: