— Ma si può sapere che cos'hai?
— Sono stanco!
— E va bene... sarai stanco... ma potresti anche confidarti alla tua vecchia zia.
Allora quel po' di pazienza che mi rimaneva se ne andò in fumo.
— Sapete quel che vi ho a dire?... Che mi avete seccato!...
— Eh!... che furia!... Non ti si può più parlare oramai!... Sì, me ne vado... me ne vado... ma non diremo che da ieri sera tu sia stato troppo gentile con chi ti vuol bene!... Hai ragione che ci è di mezzo qualcosa di molto più importante... altrimenti...
E, su tale minaccia, mi voltò le terga e se ne andò.
Non appena rimasi solo, mia prima cura fu quella di chiudere l'uscio a doppia mandata. Volevo assicurarmi la solitudine. Mi accostai poi alla finestra... guardai nel mio ex giardino incantato...
Tutto fioriva, tutto era sereno. Un chiaro d'acqua, nel cuor di una vasca verde di muffe, rispecchiava la pace addormentata del sereno.
Una siepe di tamerici, come una nebbia turchiniccia chiudeva un prato...