— Al nostro tempo non usavano tante sciocchezze, eppure eccoci qua sani e forti.
— Che volete, ora hanno inventato l'igiene, la disinfezione, i microbi e che so io. Abbiamo vissuto e siamo morti sempre ed i microbi non c'erano. La civiltà si accresce...
— E perfeziona la gente!
— Ah! beato mondo, beato mondo! — E Pietro Andruco si dette a cioncare di bel nuovo, in memoria del bel tempo antico, spoglio delle svenevoli invenzioni che non erano per lui se non un portato di pretenziosa ignoranza.
Ad un tratto i lieti e i violenti conversari si tacquero e l'attenzione converse sul vecchio Pantaleone il quale, pregato con insistenza da Bortolo Sangiovese, aveva preso un suo malinconico violino e regalava agli assistenti uno zibaldone della Norma.
Per qualche tempo il silenzio si ottenne, ma al primo intervallo, il quale non era che una pausa musicale, scoppiò un uragano di applausi che autorizzò i convitati a riprendere il loro conversare senza prestar più attenzione ai suoni del concavo legno. Però il vecchio medico, siccome era abituato ad essere incompreso, non si lasciò turbare dalla strana accoglienza avuta e, ritto vicino ai suoi calici, col capo inclinato e gli occhi socchiusi, condusse l'arco per molte melodie facendo ballonzolare le dita nei tremuli ch'eran come pioggerelle di lacrime.
Una persona sola era protesa su l'onda dei suoni ch'egli traeva sospirosamente rievocando: la signora Eulalia, la sposa della sua vita. La mite signora aveva fatto di sè compiaciente eco ad ogni ambizioncella dello sposo: ella era divenuta la nota sincrona, l'esaltatrice, il rifugio sacro; ogni sua potenza ammirativa era riserbata a l'ingegno del marito, ingegno ch'ella sola riteneva comprendere nella sua incommensurata grandezza.
Nella vita non aveva altro còmpito se non quello di ammirare l'uomo che la grazia del Signore le aveva posto a lato, a sua somma gloria.
Così, fra il vociferio alto e continuo, la signora Eulalia, cercando di tanto in tanto l'attenzione di qualche vicino, unite le mani, esclamava sorridendo d'orgoglio:
— Come suona bene Pantaleone!