Poco dopo ricomparve recando una vecchia lucerna della quale aveva acceso i tre becchi. La giovanetta avea sprazzi di luce sul mento, su gli zigomi, alla sommità delle ciglia e la dolcezza forte del suo viso, per i contrasti, risaltò nettamente quasi che un'interna luminosità l'animasse.

Dietro Giasmîn si ridestaron giganteggiando, ombre enormi che si abbinavano, si sovrapponevano, disparivano animate da una vita inafferabile.

Manso Liturgico guardò con le sopracciglia inarcate, alzando a pena gli occhi.

— Non avevi un lume a petrolio? — chiese a Giasmîn poichè gli fu vicina.

— No signore. Il castello è disabitato da molti anni. Tutto ciò che v'è rimasto è vecchio.

— Va bene.

Giasmîn posò la lucerna su la gran tavola di noce, indugiò un poco per alzare i lucignoli poi disse rivolgendosi ad Europa:

— Le occorre altro?

— No, grazie.

— Buona sera.