— Io! — esclamò ii Cavalier Mostardo facendo un passo avanti. — Io e basta! — soggiunse scrutando il nemico.

— E chi siete voi?

Il Cavalier Mostardo al tono sprezzante con cui fu rivolta la domanda, strinse le grandi mani, curvò il capo e le spalle innanzi e a voce soffocata gridò:

— Prete!... Io sono tal uomo da mandarti diritto in prigione se mi stuzzichi. Ti consiglio di riprendere la via e di andartene senza parlare e subito! Perchè, vedi?... potrei fare di te uso molto diverso da quello che non pensi.

— Sono prepotenze! — mormorò cautamente don Bartoletti, visto il mal viso e le pessime intenzioni.

— Basta! — rispose scattando il Cavaliere.

Poi, rivolto agli amanti ch'erano rimasti muti e allibiti soggiunse:

— Passatemi innanzi e presto!

Europa e Manso Liturgico si avviarono a capo chino.

Il Cavalier Mostardo rimase ultimo. Quando tutti furono usciti, si diresse verso la porta; ma prima di varcarla, rivolgendosi a Don Bartoletti che più non aveva pronunciato verbo, gli lanciò un'occhiata e una frase: