Don Papera si immerse di nuovo nella sua concentrazione. Susanna rimase immobile con gli occhi fissi nelle lontananze dalle quali dovevan sbucare, come da l'ignoto, gli occhi rossi del serpe che saetta infaticabilmente attraverso la terra.
— Eccolo, eccolo! — esclamò ad un tratto la giovinetta. Tutti si sporsero a guardare:
— Dov'è?
— Laggiù non lo vedete?
— Ma quella è la lanterna di un cantoniere! — disse un agente di campagna.
— Se arriva alle otto mi accontento — soggiunse il compagno.
E i tre soldati, in varii dialetti, imprecarono al Governo.
— Signori, indietro dalla linea! — Gridò un facchino. I pochi viaggiatori rientrarono sotto la grigia tettoia.
Da punti remoti giunsero i lamenti di due sirene, gravi, continui, sospirosi, in due note accordate mirabilmente in ottava e parve si fondessero col crepuscolo quasi a compirlo nella sua dolcezza moritura. Continuarono buon tratto, poi si spensero allontanandosi; il vento li portò alla deriva, sempre vicini al crepuscolo, in un eterno inseguimento.
Squillò alta ed aspra la campana d'avviso e tutti concordemente si volsero a guardare.