— Io non so niente. Osservo il regolamento.
I tre soldati si caricarono dei loro zaini e delle bisaccie.
— Hai tutto? — chiese Don Papera a Susanna.
— Si. Due borse, due fagotti, la scatola. C'è tutto.
— Dammi le valigie; quelle le porto io.
— Non importa.
— Dammele!
Susanna gliele passò. Poi con l'ansia nervosa che, nella prossimità di una partenza, coglie coloro non soliti ai viaggi, attesero guardando fissamente l'avanzare, il distinguersi sempre più chiaro dei due punti rossi; l'apparire del bianco pennacchio di fumo; il delinearsi della vaporiera. Giunsero dalle cantoniere più vicine i suoni dei corni che preannunciavano il passare del vigile mostro saettante, poi a mano mano un fragore che si distinse sempre più chiaro ed aumentò in intensità finchè un sibilo roco annunciò la prossima entrata del treno nella stazione.
— Tienti pronta — disse Don Papera a Susanna.
— Sì — rispose l'ancella.