— Sai come sia andato l'affare dei manifestini dinamitardi?
— Precisamente non lo so; la cosa parte da Gargiuvîn; è sempre lui che ha certe trovate malinconiche. Gli altri sono come la coda.
— Speriamo bene per tutti.
— Speriamo.
— Allora — fece Gian Battifiore alzandosi — all'opera, amico mio. Questo è un periodo in cui il nostro partito deve affermarsi solennemente. Tutto dipende dalla nostra attività e dal nostro ingegno. Io fido molto in te.
— Sindaco! — esclamò il Cavalier Mostardo ponendosi una mano sul cuore: — Sulla mia parola di repubblicano, fra dieci giorni la bandiera rossa sventolerà vittoriosa sulla nostra torre!
— La Rocca delle sacre dottrine rivoluzionarie non può essere smantellata finchè abbia uomini simili! — rispose con enfasi Gian Battifiore e strinse vigorosamente la mano al Cavaliere.
— E non lo sarà! — soggiunse il Cavalier Mostarde.
— Arivederci.
— Arivederci.