— No! — gridaron tutti quasi che un impeto di fiamme fosse passato nelle singole voci.
— E allora è inutile sperare: i repubblicani trionferanno.
— Vi sono le campagne — disse il cieco.
— Le campagne sono sovversive.
— Non tutte.
— Gran parte.
— I preti condurranno molti elettori.
— Rieccoci ai preti! — gridò Viminèdi. — Ciò che ci vien da loro si converte in veleno. Per me, dall'ora in cui i nostri capi han deciso unirsi alle vesti nere, ho fatto voto di abbracciare l'anarchia come unico possibile partito in Italia. Ma dobbiamo dunque rinnegare tutta la nostra giovinezza con un atto di vergognosa umiltà? Quando partimmo con Garibaldi si aveva in odio ogni bestia nera e si uccidevano i corvi in mancanza d'altro: ora dovremmo stringerci al seno, per un imbroglietto politico, i nostri maggiori nemici?
La domanda lanciata là come una sfida, non ebbe risposta precisa; ma fu seguita da un mormorìo di singole conversazioni intavolate a bassa voce fra compagno e compagno.
Antonio Viminèdi e Pietro Ramelli si tacquero guardandosi.