— Non del Signore Iddio! — corresse Antonio Viminèdi. — Noi siamo nemici dei mercanti del soprannaturale; del tenebroso sinedrio dei barattieri; dei catafalchi neri che rinnegano il sole. Il Signore Iddio è troppo in alto per queste creature meschine.

Nel frattempo dal Caffè dei Girondini era giunto un alto frastuono di grida. I vecchi frequentatori del Caffè della bandiera, tacquero guardando nella via.

— Che hanno le araguste? — chiese Viminèdi.

— Sssst!... — fecero gli altri.

Stettero in ascolto. Una voce chiara e solennemente tribunizia, si udiva giungere, interrotta, a ogni fuocherello d'artifizio, da vivi applausi.

— Chi parla?

— Aspettino, guardo — disse il piccolo cameriere, rotondo e paffuto come un chierichetto.

Si affacciò su la porta, sporse il capo e susurrò poco dopo, rientrando:

— È Ardito Popolini.

— Sempre lui... quel buffone!.. — gridò Pietro Ramelli.