Tragico Arrubinati impallidiva di secondo in secondo.

— Un po' di pazienza! Un po' di pace!

— Vinceremo! — gridò un ossesso alzando, col braccio teso, il cappello floscio.

— Abbasso i codini! — rispose una voce di rimando.

Ma l'Arrubinati si alzò di scatto sul suo banco ed urlò, sbarrando gli occhi accesi:

— Silenzio per dio! O vi mando fuori!

Tutti si tacquero.

Una vettura che giungeva al galoppo, si fermò innanzi alla sezione. Il Cavalier Mostardo balzò a terra, precipitandosi a gran furia nella sala.

— Ebbene? — chiese l'Arrubinati.

— Bruto Arullari non c'è! — rispose col fiato grosso il Cavaliere.