— Ma sei stato a cercarlo a casa?
— L'ho cercato in tutto il paese. Non c'è!
— Ah traditore! — gridò Tragico. E il Cavalier Mostardo si morse una mano a sangue, poi, segnando con l'indice una croce sul banco della presidenza, bestemmiò una sua folle vendetta.
Pochi minuti ancora: l'ansia cresceva assidua, cocente, intollerabile.
Con la voce fioca Tragico Arrubinati, leggendo nella lista, seguiva:
— Vincenzo Camaldoli?
Silenzio. Quelli ch'erano in prima fila si volgevano guardando e ripetevano ad alta voce: — Vincenzo Camaldoli?
Silenzio.
— Nessuno lo conosce? — riprese il presidente.
Ugual esito di risposta.