— Non c'è? — chiesero gli scrutatori. Passò qualche attimo, poi dal fondo della sala, una vocetta che fu udita a pena dai circostanti esclamò:
— È morto!
Il Cavalier Mostardo, che udì la risposta, diè un balzo, fu sopra a l'omuncolo spaurito e gli gridò con gli occhi fissi:
— Tu sei Vincenzo Camaldoli. Ti conosco!
— Io sono Pierini e ho già votato alle Clausure — susurrò l'omuncolo.
— Nossignore! — esclamò il Cavalier Mostardo. — Tu sei Camaldoli e io ti conosco!
Poi, presolo per il bavero della giacca, lo alzò come un niente su gli astanti e gridò, mostrandolo al presidente che nulla aveva udito della scena:
— Ecco Vincenzo Camaldoli! È un amico mio e posso testimoniare della sua entità!
E il pover'uomo assunse la parte del morto.
Così votarono i morti, gli assenti, i mentecatti: tutto fu portato a contributo dagli uomini di buona volontà. Ma quando a l'orologio della torre batterono le quattro pomeridiane, la votazione si chiuse.