Come Ribelle si rivolgeva inviperito, il Cavaliere apostrofandolo rudemente, gridò:

— Ma non vedi, asino? Ci sono i pennacchi rossi!

Così Ribelle Libertà Giovanelli, puro sangue repubblicano, tornò alla dura realtà della vita e tutti vi ritornarono, contenti della loro finzione, perchè, alla fin fine, ogni atto umanamente progressivo non si riduce che a un giro intorno ad una tavola più o meno grande, e ad una proclamazione d'impero.

[ INDICE]

Capitoli:
I. — Nel quale per l'eterno amore, gli uomini rossi si trovano a mal partito [Pag. 7]
II. — Nel quale Monsignor Rutilante spiega la sua autorità [14]
III. — Nel quale Gargiuvîn ha una sua esclamazione consueta [25]
IV. — Nel quale gli anarchici prendono consiglio [34]
V. — Dove Divina piange un dirotto pianto per la soave primavera [42]
VI. — Che serve d'intermezzo esplicativo [51]
VII. — Qui fa la sua prima comparsa il Cavalier Mostardo negli Uffici dell'Aristogitone [59]
VIII. — Nel quale Don Papera si trova in un terribile ginepraio e non sa come uscirne [74]
IX. — Si osserva ora come l'illustre scienziato Gerolamo Parvenza possa appianare momentaneamente le cose [98]
X. — Dove si cantano gli osanna [130]
XI. — Dove si banchetta alla guisa omerica, superlativamente, e il Cavalier Mostardo trionfa [145]
XII. — Nel quale si vede come Madonna Luna si dichiarasse nemica di Monsignor Rutilante [170]
XIII. — Nel quale si assiste ad un trionfale ritorno [201]
XIV. — Dove Don Papera esplora nuovi cieli e gli anarchici collaborano al bene della repubblica democratica [221]
XV. — Nel quale gli uomini rossi passan la loro settimana di passione [238]
XVI. — Nel quale il giovinetto Imeneo getta la sua ghirlanda di rose e gli anarchici esplorano altri cieli [308]
XVII. — Nel quale i repubblicani proclamano il Supremo Trionfo [329]

di ANTONIO BELTRAMELLI:

Il Carnevale delle democrazie.

Le leggi eterne.