Allons, enfants de la Patrie,

Le jour de gloire est arrivé...

Al ritornello fu un coro generale. Voci gravi e vibranti:

Aux armes, citoyens! formez vos bataillons!

Marchons, ça ira... marchons...

E sotto le fiammee bandiere agitate da mani di ossessi, fra l'impeto musicale gridato da cento petti, essi videro, i buoni romagnoli ardenti, videro un'alta figura di donna benedicente: la Repubblica Madre che scendeva ai figli suoi i quali non avrebbero temuto morte per porla su gli altari.

Poi, come ogni cosa trova il suo ultimo grado, caddero le bandiere, disparvero le visioni, le voci si spensero e gli uomini rossi uscirono per la via.

Ribelle Libertà Giovanelli, quando si vide a l'aperto, volle affermare ancora la sua convinzione politica, onde soffermatosi col capo a l'aria, socchiudendo gli occhi come fanno i galletti di primo canto, cominciò:

— Evviva la Re...

Ma non finì, che il Cavalier Mostardo troncò la frase con un solenne scappellotto.