«Viva la Repubblica!
«La Direzione P. R. I.».
Quand'ebbe finito, rimase in un attimo di sospensione durante il quale nessuno fiatò, poi, allargate le braccia quasi attendesse un desiderato amplesso, gridò con veemenza frenetica:
— Evviva sempre la Repubblica!
E non un grido solo rispose, ma un urlo formidabile per cui i vetri tremarono:
— Evviva! Evvivaa! Evvivaaa!
Poi l'anima fremente, posta in sobbollimento, ebbe necessità di espandersi.
Una mano staccò dal muro una bandiera rossa, un corteo improvviso, in giro lento e continuo e grave intorno alla larga tavola, si formò.
E andarono, andarono, andarono nello spazio meschino come camminassero verso l'infinito. Ogni grido ne alimentò cento e ciascuno credette, in quegli attimi d'entusiasmo, alla gaia menzogna come a verità indiscutibile.
Si agitarono i vessilli sui capi scoperti, si alzarono mani brandenti cappelli, fazzoletti, bastoni, poi una voce intonò la marsigliese: