Ora, nei pochi giorni di malinconica prigionia, Don Papera, ad ogni scampanellata, ebbe un sussulto timoroso e si consigliò con Susanna.
Che fare? La paura è una compagna che ha mille occhi; ella si trasmuta nelle forme più bizzarre: per sollazzarsi degli uomini coi quali simpatizza e li veglia da buona madre e sussurra loro mille sospetti sì da renderli piacevolmente fanciulli. La paura che ha l'oscura profondità de l'abisso e la gaietta sembianza dei conigli e delle mansuete pecore, si compiace delle sue creature, mai le abbandona, e, varia, molteplice, universa come lo spazio, avvolge a volte per i repentini guizzi delle sue enigmatiche comparse tutte le cose che ebbero il potere di un'ombra su la terra poichè il destino le trasse dai gurgiti del mare.
Madonna Paura amava Don Papera tantochè questi, per l'assidua vegliante, aveva adottato e il fare guardingo e il dubitoso dire e la rinunzia a qualsiasi comando o volontà di possesso su cosa controversa. Cauto, tollerante, remissivo con gli uomini sempre, con le donne talvolta, il piccolo prete palliduccio e mingherlino cercava seguire una sua viuzza oscura che non recasse danno a nessuno, che a nessuno desse noia; e si curvava tutto ne l'ombra per passare inosservato e s'inchinava ai burberi, povera piccola creatura! Perchè è ben naturale che al mondo si debba vivere con solazzevole pace.
Era modesto; un po' pettegolo forse, ma con discreta parsimonia; gli piaceva dir male del prossimo, ma, in tutta segretezza, sotto il vincolo del giuramento. D'altra parte gli uomini non erano lo specchio della bontà e, se Don Papera ne biasimava la condotta, lo faceva per augurar loro il perdono da Colui che, sempre benevolente, è disposto ad indulgere.
Aveva due occhietti di adamatica ingenuità infitti a fior di pelle alle prime radici di un gran naso angolare, sottile come una lamina; la boccuccia asciutta stirata in sorrisetto benigno, lasciava in mostra, per tale particolare atteggiamento, i denti giallastri. Portava il capo leggermente inclinato su la spalla sinistra.
Ora nel terzo giorno di prigionia, Susanna presentò al suo piccioletto signore, una lettera che il postino, aveva fatto passare fra l'uscio e la soglia.
— Una lettera?! — esclamò Don Papera — e dove l'hai trovata?
— Nella stanza d'ingresso.
— Quando?
— Poco fa.