Don Papera alzava gli occhi furibondi dal libro galeotto.
— Perchè ridi, stupida?
— Ma.... padrone....
— Quando leggo, non devi ascoltare!
— Debbo andare in cucina? — chiedeva Susanna facendo l'atto di levarsi. Don Papera, il quale poco simpatizzava con la solitudine, si affrettava a rispondere:
— No rimani, e non ridere.
— Ma... dice delle sciocchezze!
— Io non dico nulla! — gridava il prete: — Io leggo il libro sacro, il libro di Dio e tu non capisci niente!
— Può darsi!
Susanna chinava la testolina di bimba sedicenne su la sua abbominevole calza e sorrideva muta allorchè Don Papera, continuando, diceva con gran serietà, quelle tali cose ch'ella aveva udito, in forme differenti, ben altre volte; ma sussurrate a l'orecchio, in qualche aia remota, fra l'uggiolar dei cani e il palpitìo legnoso delle lontane maciulle.