— Sì, prudenzia!... Mo si l'averano loro, pardio!...

E si strinsero l'enorme mano dabbene, con relativi anelli.

CAPITOLO VII. E qui agisce per la prima volta la consumata Ninon Fauvétte, fior di Parigi.

Da tutte le chiese della Città del Capricorno suonò l'avemaria. Si udiva stridere qualche rondine.

Il Cavaliere passeggiava pensosamente lungo il cortile: le mani dietro le reni e il capo basso.

Per Bios!... La faccenda si faceva seria! Gli avevano riportato ciò che stavano preparando i braccianti e non c'era da stare allegri. Bisognava giuocare tutto per tutto; buttarsi nel l'impresa corpo ed anima; rischiar la pelle.

La pelle se l'era giuocata quaranta volte forse, ma in tempi diversi. Ora che stava per cogliere i frutti della sua fatica, gli seccava un pocolino di fare l'ultima capriola.

Morire per l'Idea?... Ottimamente, ma se fosse stato possibile farne a meno era forse cosa migliore.

L'Idea lo aveva trovato sempre discepolo fervido e pronto; dunque?... C'era forse qualcuno che potesse affermare ch'egli avesse mai cambiato gabbana?... Questo qualcuno non esisteva nella Città del Capricorno e altrove. Il Cavalier Mostardo e la Repubblica eran tutt'uno; chi diceva Repubblica diceva Cavalier Mostardo.

Per Bios, l'Idea!...