— Oh Dio... non c'è male... ecco!...
La bella dama scoppiò a ridere.
— Voi non parlate francese?
— Che cosa vuole... è una lingua della Cattedra!... Non ci arrivo!...
— È un vero domaggio!
— Sarà anche un domaggio... ma non ne ho colpa io!...
La bella dama non poteva trattenere la folle onda del riso; più cercava frenarsi e più l'impeto della subita gaiezza le premeva dentro con tanta forza che doveva abbandonarvisi. Più non poteva dire quanto avrebbe voluto e, ferma in mezzo alle scale, si asciugava gli occhi.
Il Cavalier Mostardo, sulle prime, non seppe quale atteggiamento assumere: se impermalirsi, o preferire un tono di uomo superiore; poi, fra i due corni del dilemma, scelse una terza via: quella della galanteria, tantochè, atteggiato il volto a un garbo assassino, si chinò un poco verso di lei e mormorò:
— Come siete bella quando ridete!...
Poi si incamminarono in silenzio. Eccoli nel salotto.