Quando la bella dama fu seduta, aveva ripreso il compiuto dominio di sè stessa. Il Cavalier Mostardo la guardava arricciandosi i baffi.

— Voi non sapete ancora il mio nome... — disse l'ignota con tale garbo che il nostro Mostardo le avrebbe schioccato un bacio.

— Questo è vero. Ma del resto si vede che dovete avere un bel nome!

— Io mi chiamo Ninon Fauvétte... e voi siete il Cavalier Mostardo?

— Sì... madama!

— Vi ho già veduto una volta...

— Anch'io!

— In casa della marchesa Alerami...

— Precisamente.

— ... e mi sono ricordata di voi...