— Ti ho detto di venir via!... Vuoi che ti prenda per il bavero della gabbana?...
Allora Rigaglia per non poter far altro, scagliò contro il muro una scarpaccia che aveva in mano e, col permesso delle timorate persone, borbottò la classica bestemmia romagnola, la bestemmia base e cardine, la quale non ha neppur più valore di blasfema, ma non è che un indice esclamativo di esuberanza, nel paese delle strampalerie.
Disse Rigaglia:
— Boia de Signor!...
Allora il Cavalier Mostardo gli si accostò di un passo; squadrò, dalla sua rispettabile altezza, il tozzo arnese domestico e gli disse:
— Ormai dovresti saperlo che, con me, è inutile brontolare. Te lo devo dire ancora?
— Ma io sono stanco e ho sonno.
— Va' là, che ti pagherò da bere!
— Che cosa?... Andiamo a bere?
— Sì.