— Sì... no, aspetta. È meglio che vada io.

— E perchè volete andar voi?

— Ma tu non conosci Rigaglia! Quel testone è buono di non volersi muovere se non vado io. Ha paura di compromettersi. Vieni con me. Mi aspetterai sulla porta. Siamo a quattro passi.

Andarono. Mostardo trovò Rigaglia che era nella sua tana e si disponeva a ficcarsi fra le lenzuola.

— Ho bisogno di te.

— Cosa volete?

— Devi venir fuori.

— Io?... — Inarcò le ciglia, spalancò i piccoli occhi, si puntò una mano sul petto. Apparve pien di timorosa peritanza.

— Non importa che tu abbia paura, vigliaccaccio! Non ti porto a far le schioppettate, va' là! Non ti ci porto. Farei un bell'affare! Ma ho bisogno di te. Presto, vien via!

— Ma io sono stanco!