Be', ma quelli erano altri tempi, altre vicende erano, e si partiva per morire. Che cosa importava la pelle?... Anche la morte poteva entrare nella piazza del cuore, allora, ma vestita di bianco, la moscardina! e avvolta nella bandiera rossa.

Erano i giorni in cui si andava sotto al muso ai questurini a cantare:

Trento, Trieste!...

vogliam marciar!...

Trento, Trieste!...

vogliam marciar!...

Con il focilo!...

E si marciava, per Bios!... E come si marciava!... Lui si era buscato tre ferite di prim'ordine e a Rigaglia mancavano due dita della mano sinistra, un orecchio e un accessorio di cui si farà parola in seguito. Non occorreva indagare come Rigaglia avesse perduto tali parti della sua degna persona; il fatto si era che non le aveva più. Aveva seminato un po' del suo corpo dall'America del Sud alla Albania, sempre a contraggenio; ma l'aveva seminato. Solo dopo i trent'anni era diventato quello sporco versipelle che si manteneva tuttavia!

Bene... ma adesso?... I Casaròtt... lo sapeva ben lui che razza di gente fossero i Casaròtt! Si erano buttati con la Camera rossa; erano socialisti anarcoidi. Bei mezzadri, che non capivano neppure la necessità economica di rompere il blocco e di separarsi dai braccianti!

— Vuoi stare coi rossi? Te ne accorgerai nel dormire!