IL CAVALIER MOSTARDO

A Giuseppe Fabbri, amico fedele dai lontani anni della vita mia; tanto più vicino a me quanto più triste fu la vicenda della mia lotta assidua, voglio consacrato questo libro di passione nel quale ride e sorride, dalla malinconia alla violenza, l'anima iperbolica della gente nostra.

AI LETTORI

Avevo compiuto e stavo per licenziare questo libro, quando il Cavalier Mostardo mi manda la lettera che segue.

La pubblico tale e quale lasciando all'epigone romagnolo l'intera responsabilità di quanto vi è contenuto.

Ancora: la parola diretta di Mostardo potrà servirvi a chiarire lacune ch'io posso aver lasciato nel corso della narrazione.

È, forse, un necessario compimento.

Valete.

Antonio Beltramelli