DOMANDO LA PAROLA...

Compagni,

domando la parola per fatto personale!... Ecco il fatto personale: oggi non sono più quello di ieri!

Ho letto questo libro nel quale Beltramelli mi ha voluto rifare, diremo così, per la consumazione del popolo; l'ho letto e, siccome bisogna sempre sopportare nella vita, starò zitto.

Però io vorrei sapere se sia proprio un esempio di finezza quello di spifferare alla gente gli affari intimi di un galantuomo.

Ho amato, e va bene; ma era necessario andarlo a raccontare?.. Che cosa ci ho messo io di più di quello che non ci mettano gli altri?.. E allora se si tratta sempre della medesima debolezza perchè voler aprire le finestre che dovrebbero rimaner chiuse?..

E protesto poi quanto più posso contro quella che Beltramelli chiama la «cosa aristocratica»!...

Ma che cosa e non cosa aristocratica! Queste sono fandonie che se le sogna lui!

Mi ero innamorato di Mignon, è vero! Ormai lo sanno tutti e non mi fa vergogna dirlo. Ho sofferto come un'anima dannata; ho avuto l'impudicizia di piangere; mi sono confuso con l'ultimo tamburiere; mi son fatto compatire anche da Rigaglia testone. È vero, è vero! Ma da questo a voler affermare che mi ero perduto per «la cosa aristocratica», c'è un bel divario!.. Io sono stato sempre un autentico democratico; anche quando soffrivo le pene dell'inferno. E tutto il resto è fandonia, è bagatella, è facezia!..

L'aristocrazia non fa per me ed io non l'avrei cercata neppure fra le segretezze di Mignon. Parola d'onore!.. Mi potete credere, compagni, se ve lo dico. E protesto altamente contro quest'atto di accusa che vorrebbe guastarmi la riputazione!