Ho buttato il mio cuore a una donna e dovevo sapere che se lo sarebbe mangiato. Ecco la mia colpa; ma capita tutti i giorni. E basta. Solo ho voluto mettere le cose a posto.
E se questo libro andrà in mano a Rigaglia che oggi è «un pezzo grosso» e tambureggia sui giornali e si fa largo a Roma, dove l'Italia ha più paura che in nessun altro luogo; se andrà in mano a Rigaglia che è sempre testone, anche se non porta più le scarpe coi chiodi, voglio che il vecchio versipelle tanto temuto e tanto accarezzato (bel coraggio hanno questi liberali!...); voglio che sappia che il Cavalier Mostardo è stato, è e sarà sempre il suo padrone tanto da vicino quanto da lontano.
Valà, poverino!..
Se domani mi vien voglia di rimetterti sotto e questo io posso fare in due e due quattro!..
E qualche volta voglio smascherarti.
Ci conosciamo bene!..
Altro che Lenin e Trotzki e Consigli del Popolo e Repubblica dei Soviet e consimili chincaglierie!..
La tua Dittatura?
Sì, provaci!..
Io sono quasi quasi vecchio, però fin che campa il Cavalier Mostardo, tu Rigaglia, tu testone, tu versipelle, tu ignorante demagogico, tu brigante da strada, tu vagabondaccio egoista, tu truffaldino, tu idealista nelle tasche degli altri, tu tu non farai niente di niente. Te lo dico io!..