Ora i sozii attendevano l'esito dell'iniziativa di Mazzini e una certa ansietà era in tutti. Non sapevano come la faccenda si sarebbe risolta e si tenevano, comunque fosse, pronti all'offesa o alla difesa.
— Che cosa vorrà fare? — domandò Mostardo.
In quel punto si udì un urlo, uno sparo e un busso di piedi che si allontanavano in corsa. Poi la voce di Mazzini gridò:
— Correte a darmi mano, ragazzi!
In un impeto subitaneo la massa si lanciò innanzi e superò di un balzo la breve distanza. Allora si vide un uomo dibattersi nella stretta poderosa di Mazzini. Le forze non erano pari ma anche il sopraffatto non era tale da lasciarsi vincere a facil giuoco e, quantunque fosse prono e abbattuto, tempestava tuttavia in una furia scomposta tentando disperatamente di resistere alla serrata morsa.
— Presto, datemi mano!
Tre uomini si lanciarono sul riverso e n'ebber ragione in un baleno. Fu trovata una corda; fu legato a doppie ritorte, poi lo levarono e lo posero sui suoi piedi.
Allora Mostardo e Bucalosso lo riconobbero: era Borgnini!
Ora l'uomo vinto si attendeva forse il dileggio e la beffa, ma i gialli voller mostrarsi civili; lo guardarono e non dissero niente; solo Bucalosso si limitò a sputare.
— Dove sono Libero e Garibaldo?