— Ripobblica!
Tutti furono in piedi e vicini, in un battibaleno. Era Bucalosso con i figli suoi. Avevano smarrite le traccie di Borgnini, attraverso ai campi; ora accorrevano al rumore degli spari. Il Cavalier Mostardo, a sua volta, raccontò quello che gli era toccato; poi, con Mazzini, combinarono un nuovo piano di attacco.
Si lanciarono via per le terre arate e le stoppie. Bucalosso cadde e se la prese con le undicimila vergini del martirologio. I figli lo trasser su di peso.
— Andiamo, andiamo!
— Fermi tutti! — comandò Mazzini a voce spenta.
Il Cavalier Mostardo ansava forte.
— Te, Libero, e te, Garibaldo, venite con me!
— E noi? — domandò Mostardo.
— Lasciatemi fare.
I tre scomparvero nel buio, agili e presti. Si udiva un sommesso parlucchiare e qualche lamento. Erano i feriti della parte rossa che si era mitragliata a poche diecine di metri: da una siepe a un'aia.