— In quanto a questo, gli animi sono accesi — disse Domokos Barbantini.
— Come vorreste che fossero? — domandò Mostardo. — Il giorno in cui si scende in piazza e si fa della polvere, tutto si accende. Questo lo sapevamo prima.
E l'ingegnere Fias, con la sua olimpica calma:
— Cercate di tener bene asciutte le vostre polveri, Mostardo.
— E la testa a posto! — soggiunse l'avvocato Suasia, ridendo.
— Poverino!... Il più bell'augurio che ti potessi fare — disse Mostardo a Suasia, — sarebbe quello di aver la mia testa.
E l'ingegnere Fias:
— Che è il monumento nazionale della Democrazia!
Rise l'adunata, ma non già l'ingegner Fias, il quale continuò ad aspirare tranquillamente il fumo dalla sua pipetta di radica.
— Del resto io vado per la mia strada — ribattè Mostardo un po' piccato — e non mi fermo a raccogliere questi fiori.