— Già — continuò calmo calmo, l'ingegner Fias; — lungo il ciglio della vostra strada maestra voi preferite chinarvi a cogliere una gallina, piuttosto che un fiore!
— Cosa vuol dir questo? — gridò il Cavaliere, mentre gli altri ridevano.
— Mmmm... Mmmmostardo... vvvv... vvvuoi un consiglio?... — fece Coriolano.
— Ma va all'inferno coi tuoi consigli!...
— Signori!... — interruppe bruscamente l'onorevole. — Volete aver la bontà di far silenzio e di ascoltarmi? Il momento è grave e non consente queste piccole diatribe. Chiudiamo i battenti alle questioni personali, ed uniamoci per lavorare di comune accordo alla vittoria finale. Ogni esitazione, ogni ritardo, ogni discordia ci farebbe vergogna. I rossi ci guardano e si organizzano formidabilmente. Le ultime notizie che ho avuto sono molto gravi. Le prime macchine rosse sono uscite; un vero esercito di braccianti è stato mobilitato. I rossi hanno a loro disposizione tutto quanto serve ad un vero e proprio assalto alle aie e non passeranno dalle strade maestre. A nostra volta dobbiamo mobilitare tutte le nostre forze. Ad ogni astuzia vuole essere contrapposta una più fine astuzia e, se sarà dolorosamente necessario, come si prevede, ad ogni violenza converrà contrapporre una più grande violenza. Dobbiamo non essere sopraffatti. La Repubblica cammina sullo scrimolo di un abisso. Giolitti non vuole entrare in causa; nel Governo prevale la dottrina e la mentalità della lodola francescana... e cioè di Luigi Luzzatti il quale ebbe, ultimamente, a dire che «il Governo non si pronuncia sul diritto di scelta della macchina perchè un Governo liberale e costituzionale è sopra le classi e non è nè capitalistico, nè proletario». Così parla l'onorevole Luzzatti mentre il prefetto di Ravenna ha riconosciuto ai mezzadri il diritto di scegliere le macchine, ritenendoli possessori di fatto. Questa è una enormità!
Signori!... Non dobbiamo illuderci! Siamo alla vigilia di una nuova rivoluzione dei Ciompi. Qui non è in campo se non la più o meno palese bramosia di impossessarsi dell'altrui proprietà, con la violenza. Le Organizzazioni Cooperative, costituite fra braccianti, dalla libera offerta passano alla IMPOSIZIONE DELLE MACCHINE di loro proprietà. Che cosa si propongono con detto tentativo di imposizione?... Una sola e semplice cosa si propongono le Organizzazioni Cooperative rosse, ed è questa: LA FUTURA DOMINAZIONE DELLA TERRA!
L'adunata scattò in un urlo.
— Signori! Non c'è da farsi illusioni, questa è l'ultima finalità dei rossi i quali, non da oggi, hanno scritto sulle loro bandiere la minaccia che noi repubblicani, non dovremmo mai dimenticare: «Morte alla mezzadria!» E la lodola francescana, che non rappresenta certo la classe scapigliata, ha detto e ha scritto che le suddette Organizzazioni Cooperative, per gli studi e per le dichiarazioni di illustri economisti e sociologhi e socialisti forestieri, costituiscono un pregio e una originalità preziosa per il lavoro italiano!
Così parlano gli alti papaveri del Governo, quando noi ci raccogliamo alla lotta più aspra per salvare all'Italia uno de' suoi migliori istituti: la mezzadria. Ma il Governo, non intervenendo nella questione, aggrega alla maggioranza i socialisti i quali hanno così patteggiato il loro appoggio.
Per ora adunque il campo è lasciato all'astuzia e alla violenza e prevale il principio che la prima trebbiatrice la quale riuscirà ad impiantarsi in un'aia, quella avrà diritto di batter il grano di quel determinato podere. Principio mostruoso che ci condurrà alla guerra civile. Ma noi non indietreggiamo! Sapremo difenderci, signori!...