— E che fa?... Si sente male?... È ferito?
— No, parla a mio fratello.
— Ma che vuole?
— Sbrigano un affare. Rigaglia deve avere dei danari da noi e adesso si accomoderà la cosa col grano.
— Ecco, perchè è venuto, quel versipelle! — gridò Mostardo — E chi lo muoveva dal suo buco se non cantavano i palanconi?... Dì che mi venga intorno un'altra volta!... Diglielo, sì, che ritroverà quello che va cercando!...
Poi dette ordine gli portassero il cavallo. Quando arrivò e quando fu seduto sul barroccino, ecco sbucar di gran corsa, dalla casa dei Battisti, il modesto Rigaglia.
— Padrone?... Padrone?...
Il Cavalier Mostardo trattenne Carlotta. Si volse a sbirciare Rigaglia e gli domandò bruscamente:
— Cosa vuoi?
— Vengo anch'io.