Quando gli si sarebbe ripresentata una simile occasione?

Forse mai più. La campagna, il silenzio, il colmo della notte... nessuno poteva vederlo e quei guastamestieri degli amici suoi non lo avrebbero importunato coi sottintesi, le baie e vai discorrendo.

Però l'ora non gli sembrava opportuna. Sì, si trattava di amore e l'amore fa a meno di tante convenienze, però... Fosse stata una donna del suo paese, almeno! Con una donna del suo paese avrebbe potuto agire con maggior disinvoltura.

— Insomma, ci vado o non ci vado?

La Carlotta si addormentava, le froge sulla polvere.

Allora arrivò ad un divisamento supremo: avrebbe lasciata la decisione alla sorte. Il chiù cantava ancora; avrebbe incominciato a contare; se, dopo tredici singhiozzi, l'uccello notturno la smetteva, sarebbe andato al convegno d'amore; se continuava, non ne avrebbe fatto niente.

Incominciò, ma, a vero dire, non era troppo tranquillo:

— ... sette... otto... nove... dieci...

Si volse verso gli alberoni dai quali proveniva la notturna malinconia:

— ... undici...