— E allora non c'è stata mai!

— Come mai siete tanto sicuro? — domandò l'avvocato Albati.

— Per la semplice ragione che sono risalito alle fonti.

— Cioè?

— Ecco qua. Io passo i miei pomeriggi nell'orto mio. Un poco lavoro la terra; un poco mi distraggo con gli autori miei preferiti che sono l'ultima compagnia fedele, nel mondo che mi si è fatto ormai deserto. Oggi, appunto, aspettavo che il giorno morisse e stavo meditando su l'Elogio degli uccelli di Leopardi e mi abbandonavo col libro sulle ginocchia, «scosso dal cantare degli uccelli per la campagna», come Amelio, filosofo solitario, quando il mio godimento e la mia gioia sono stati interrotti dal suono di questa campana. Ora io, pedante, ho incominciato a meditare su cotesto suono e me ne son venuto via dalla mia pace, pensando quali potevano essere le improvvise cause che avevano dato il farnetico al campanaio. Perchè non avevo udita ancora una così spietata raffica di suoni, nel cielo della mia Tebaide. Così sono arrivato alla porta della Torre, e, avendola trovata aperta, sono entrato per sapere quale minaccia gravasse sul mio pacato destino. E che vedo, signori miei? Vedo il più gran colosso della razza nostra, afferrato di gran forza alle corde, dimenarsi e tirar giù a tempesta la campana del Comune, tanto che si sarebbe detto averlo, il demonio, in suo possesso e ben saldo. Allora con la mia voce più forte, gli ho domandato: — O Mostardo, cosa fate? — Mi ha risposto, urlando a sua volta: — Brucia il Conventino! — Ed io: — Vi pare sia degno di voi fare tanto frastuono per una villa dell'aristocrazia?... Lasciatela bruciare, Mostardo, e datevi pace — Mi ha guardato losco e mi ha risposto: — Toglietevi dai piedi! — Il che ho fatto, per buon rispetto suo e mio. Da Asdrubale Tempestoni, uomo più trattabile, ho saputo il resto. Ora la Piazza, attaccata al cuore della sua campana, vive un'ora rivoluzionaria.

— Allora — domandò Malnessi — tutto il resto è fantasia?

— Io direi, caro giovane! Ma voi siete troppo tenerello per poter sapere tali cose.

E l'ex-onorevole Biancini:

— Però guardatevi intorno e, ditemi se, data l'eccitazione del popolo, non c'è da aspettarsi qualche brutta sorpresa.

— Se l'ora è sinistra, onorevole mio, lo è solamente per i fanali e le lanterne. Fra poco, non una fra queste nobili e civilissime cose sarà ancora sana. I fanali costituiscono un caso tipico della nuova fobia proletaria.