— Mmmmostardo, vvvuoi un consiglio?
— Grazie, non ne ho bisogno.
— No. Mostardo stttth... stta-ta... sta-sta... Porco cane!... Sta attento alla tua salute!
Quando Coriolano imprecava, era sicuro di infilare una frase senza interrompersi.
Il Cavalier Mostardo sorrise e se ne andò. Avendo incontrato Coriolano, era sicuro che, in dieci minuti, tutta la città avrebbe saputo della sua avventura; e ciò gli piaceva.
Entrò nel Palazzo della Posta. Eccolo nella sala centrale; molta gente agli sportelli. Girò l'occhio intorno; un feltro rosso non c'era. Erano le sei precise; a Mostardo piaceva la puntualità. La signorina Clari incominciava male.
Aprì Il Nuovo Aristogitone e finse di leggere. Ad un tratto vide un bagliore di fiamma attraversare la sala. La faccia della giovane donna era nascosta dalle enormi tese del feltro rosso.
Mostardo, poi che l'ebbe sbirciata, si nascose dietro Il Nuovo Aristogitone e piano piano, lemme lemme, infilò l'uscita e se ne andò. Ma quando fu sotto ai portici, fu preso da un rimorso.
— Andavi a cercare un'avventura, o a salvare la donna del tuo cuore?... Allora perchè tanti scrupoli?... Deve forse piacerti la signorina Claretta?... Se non è che un paracadute, per te, bisogna che tu non la guardi in faccia. Se è brutta, tanto meglio! Non avrai tentazioni!...
Si fermò, vinto dagli scrupoli; piegò il giornale e lo mise in tasca; si volse, e già stava per ritornare sui suoi passi, quando...