Quando, Domineiddio benigno!... Ecco il fungo rosso, ecco l'allampanata donzella lanciarglisi contro con le braccia tese, con le mani tese e gli occhi giulebbati, e la bocca che occupava buona metà della faccia:
— Ah, Mostardo, Mostardo!... Sei venuto!... Sei venuto!...
Parola d'onore, egli credette di avere a che fare con un'alienata. E quando gli fu a un palmo dal naso e potè vederla meglio, sentì un gran freddo.
— Per Bios!...
Macchè Claretta Clari!... Quella era Proletaria Sapelli, maestra elementare a Dovia. Lei, lei, lei!... Non potevano nascere dubbi. Lei, gran Dio, la nipote di Coriolano.
La nipote di Co-rio-lano!!!
L'aveva fatta bella! E ora se lo vedevano?... Se la voce si spargeva per la città?... Se, putacaso, Coriolano spiava nei dintorni?... Pensò risolvere il gravicornuto problema assumendo un'aria paterna, un tono di bonarietà tranquilla e all'irruente e commossa accoglienza della signorina Proletaria rispose, col suo fare più pacato ed estraneo:
— Oh!... È qua lei, signorina Proli!... Come sta?
E le stese con semplicità cordiale la mano che ella non prese.
No, ella non prese la mano del Cavaliere e il volto di lei, inondato, in un primo tempo, di serenamente chiarezza, affondò ad un tratto in una penombra dubbiosa.