— Il maestro mi aveva già proposta una scrittura per Milano.
— Per Milano?
— Sì. Al Dal Verme!
— Be', il Dal Verme sarà il Dal Verme — fece Asdrubale Tempestoni contrariato. — Però il nostro Comunale col Golfo Mistico...
— Per adesso non voglio sentir niente! — gridò Mostardo. — Voglio pensarci. Non so neppure se manderò la mia bambina sul teatro. Non volete capire che è la mia bambina?... Domani, se qualcuno si pensasse di torcerle un capello, porco Dacco!... Brucio il teatro e il tuo Golfo Mistico, e tutte le scarabattole per suonare!...
— In quanto a questo, non son poi tanto scarabattole! — mormorò Asdrubale, mortificato.
— Bella roba!... Per quello che valgono!...
— Sì! Mo vacci te a suonare! — fece Tempestoni, offeso nel suo amor proprio di impresario.
Poi lo zio Giovanni cedette alla dolce Spadarella. Furono combinate dieci recite del Werther per la seconda quindicina di settembre; una grandissima réclame, il teatro messo a nuovo, il Golfo Mistico e diecimila lire alla piccola.
Stesa la bozza del contratto, Tempestoni volle lasciare una caparra perchè Mostardo non avesse a pentirsi.