— Zio?... Non lo tratterai male?
— Ma no, bambina!... Gli domanderò solo che intenzioni ha.
Poi il Cavalier Mostardo si fermò chè vide venire innanzi fra le aiuole, Rigaglia.
E si guardava i piedi, forse per la gioia de' suoi riconquistati scarponi.
Quando furono a due passi l'uno dall'altro, Mostardo aggrottò le ciglia e domandò:
— Ch' sèll nèca? (Che c'è ancora?).
Rigaglia levò la faccia e rise.
— Che cos'hai da ridere?
— Ditemi grazie! — fece Rigaglia con fare misterioso.
— Cosa vuol dire grazie?... At ziral la baracòcla? (Diventi matto?).