Il moro Fabrizi impietriva sempre più. Ma che modi eran quelli?... Però, siccome si trattava di Mostardo, chiese, sempre con umiltà:
— Volete vederlo?
— Ma sicuro che lo voglio vedere!... Sono venuto per questo!
— Allora venite con me.
Il moro Fabrizi chiuse la porticina piano piano, poi si avviò innanzi sulla punta dei piedi, cercando di fare il minor rumore possibile. Mostardo lo guardò incuriosito.
— Che cosa sono tutte queste delicatezze?... Chi è che dorme?...
Allora il moro Fabrizi si rivolse:
— Come?... Ma non lo sapete?...
— E che cosa, di grazia?...
— Il povero gobbo...?...